Scaramouche — ✦

He / Him • INTJ

KARAKURI、il Burattino.

Età: ha otre 500 anni.
Altezza: 1.60cm.
Residenza: Kōya, in Giappone.
Special features: nasconde dietro il collo un sigillo dal colorito violaceo. È un marchio che lo collega direttamente alla propria creatrice.

⚠ Trigger Warning !

sangue, contenuti espliciti e per un pubblico adulto, linguaggio inappropriato; questo personaggio è particolarmente scurrile e sgarbato, non interagire se sei particolarmente sensibile.

Capitolo I: La Genesi.

Attenzione: le informazioni canoniche del personaggio sono state riscritte per adattarle ad una nuova storia di fantasia.

Nacque come marionetta in una terra lontana soprannominata “Tenkyū” dalla creazione di una donna, il cui obbiettivo era soltanto uno: sfruttare quel burattino come strumento per raggiungere il potere dell'Eternità. Ella voleva preservare la propria coscienza e dominio in un corpo immutabile, che non potesse soccombere all'erosione del tempo.Inoltre, la sua creatrice lo realizzò con l'intenzione di contenere la propria Gnosi all'interno del suo corpo. La Gnosi era un oggetto magico —la cui forma ricordava quella di una pedina degli scacchi— che identificava ufficialmente un individuo come uno dei sette Arconti, ossia gli Dei che governavano il mondo di Tenkyū.Il “Burattino”, conosciuto anche come Karakuri, fu il primo esperimento riuscito per verificare se fosse possibile creare un corpo artificiale senziente e indistruttibile utilizzando una tecnologia antica. Ma nella sua anima, dove avrebbe dovuto risiedere il vuoto eterno e l'apatia, sbocciò qualcosa di imprevisto: una coscienza. Un flusso di emozioni, desideri e sofferenza reale, proprio come tutti gli altri esseri umani.
Questa scintilla lo condannò a vita: la sua creatrice, insoddisfatta del proprio creato perché considerato inadatto al dirigere un regno, lo abbandonò al mondo incapace di distruggerlo per compassione.
Da quel momento in poi, “Karakuri” iniziò a vagare nelle terre di Tenkyū, presentandosi agli umani come un essere gentile, educato ed innocente. Creazione pura e curiosa, fragile e sensibile alle crudeltà del mondo.
Ma a seguito dei numerosi abbandoni subiti da coloro di cui un tempo si fidava, fu consumato dall’odio e dal risentimento, e la sua personalità cominciò a plasmare in una piega oscura e spietata, sviluppando un atteggiamento malvagio e misantropico.
Divenne nel corso del tempo un essere temuto e allontanato da chiunque incrociasse il suo cammino. *****Abbandonò così il mondo di Tenkyū, volendo viaggiare in nuovi luoghi per trovare nuovi scopi

Capitolo II: Aldilà Della Nebbia.

Attenzione: le informazioni canoniche del personaggio sono state riscritte per adattarle ad una nuova storia di fantasia.

Dopo anni di vagabondaggio trascorsi ad esplorare nuove terre sconosciute, Karakuri si ritrovò ai margini di una valle isolata mai vista prima. Questa, prendeva il nome di “Valle Della Nebbia”.
Bastarono pochi passi perché comprendesse di non trovarsi in un luogo qualunque, ma nella sacra dimora degli spiriti.
Naturalmente, egli era come un intruso in quell'universo, e proprio per essersi intrufolato senza alcun permesso e aver sconvolto la quiete di quelle zone, venne convocato al cospetto di colei che governava la Valle: la Maga Kazeba.
La Maga si accorse quasi subito che Karakuri non fosse da sottovalutare —in quanto essere immortale—; raggiunse subito la conclusione di volerlo studiare e tenerlo con sé, decidendo di conseguenza di offrirgli una proposta di lavoro all'interno delle loro terme per spiriti e un alloggio momentaneo.
Seppur diffidente, il burattino accettò l'offerta.
A quel punto Kazeba potè appropriarsi definitivamente del suo spirito per poterlo controllare, battezzandolo con un nuovo nome, ossia "Haku".
Tuttavia, ad Haku non bastava svolgere un umile lavoro, tantomeno equipararsi agli altri, così, spinto dal desiderio di trovare un nuovo scopo (ma soprattutto potere), Haku si propose a Kazeba come suo apprendista per imparare le arti magiche e divenire un nuovo mago potente a tutti gli effetti.
Kazeba accettò l'offerta, a condizione che egli svolgesse per lei i lavori più sporchi senza potersi rifiutare.
Haku divenne così in grado di manipolare gli elementi dell'acqua e del vento, potendo assumere a suo piacimento la forma di un Dragone.
Prima di diventare un mago, Haku veniva descritto come un vero burattino: dall'aspetto vuoto e rigido, i movimenti a scatti e segmentati e la mimica facciale limitata. La pelle pallida ma ruvida come il legno, le giunture delle articolazioni sferiche e collegate da perni tipiche dei burattini e le bambole.Ma dopo aver imparato a maneggiare la magia, il suo corpo cominciò a modellarsi in autonomia, diventando molto più simile a quello di un essere umano, fino a trasformarsi completamente. Malgrado ciò, il suo corpo rimase quello di un essere immortale incapace di assaporare la morte e il dolore.


Passato un secolo, Haku cominciò a stancarsi di essere sfruttato dalla Maga Kazeba per svolgere i suoi affari, motivo per cui decise di fuggire dalla Valle Della Nebbia.
Con la sua fuga, però, egli infranse il patto stipulato con la Maga, che non perse occasione per dichiarargli vendetta addossandogli una maledizione che soltanto lei avrebbe potuto spezzare: ad ogni luna piena, il corpo di Haku si sarebbe trasformato nella sua forma di Drago senza che lui potesse impedirlo. Soltanto durante la notte di plenilunio, Haku avrebbe perso la coscienza e il controllo di sé (cosa che normalmente non accadeva), non riuscendo più a distinguere alleati da nemici. Ad agire è soltanto il suo istinto e la fame di rabbia e vendetta per il passato. La maledizione, inoltre, prevedeva che potesse cominciare a provare dolore fisico in caso si fosse ferito, proprio come gli esseri umani.
Haku ricominciò a viaggiare senza alcun pentimento per le sue scelte, atterrando sulla Terra, nel mondo degli esseri umani.
Si rifugiò sul Monte Kōya (Koyasan), nel Tempio di Okunoin, spesso percepito come un luogo di silenzio sacro e introspezione profonda. Il tempio è sede del cimitero più grande del Giappone ospitante oltre 200.000 tombe.
Haku ne divenne uno dei suoi guardiani, nonché mediatore di spiriti irrequieti post mortem. Un messaggero in grado di placare le anime pericolose e insoddisfatte.

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► Il termine karakuri, in verità, fa riferimento a dei sofisticati automi meccanici e bambole giapponesi che utilizzavano ingranaggi, molle e pesi per muoversi senza elettricità.► Ritiene “Haku” il suo vero e primo nome, considerando che non ne ha mai avuto davvero uno. Essendo molto riservato concede solo ai prescelti di poterlo utilizzare. Possedere un nome proprio lo fa sentire più umano e simile agli altri.► Non ha bisogno di luce per vedere al buio.► Si mostra spesso gentile solo con gli animali: parla con loro e riesce ad instaurare rapporti particolari perfino con gli insetti.► Sta imparando a respirare. Non ha davvero bisogno di farlo, ma ha iniziato ad imitare volontariamente il ritmo umano del respiro per sentirsi integrato.► Ha momenti in cui la sua voce cambia, diventando troppo calma e vuota. Accade quando si scollega emotivamente da ciò che sta accadendo, come se fosse tornato a essere solo un involucro di pezza.► In passato, i capelli di Karakuri erano lunghissimi, ma un giorno, accecato dalla rabbia a seguito delle innumerevoli delusioni ricevute, li tagliò d'istinto. Ha preso l'abitudine di tagliarli da solo, motivo per cui appaiono irregolari.

Adora tenere diari sulla quotidianità e scrivere lettere che non invierà mai.Raccoglie oggetti e manufatti di poco valore o rotti, così da poterli restaurare; possiede una grandiosa manualità, per questo riporta in vita gli oggetti dimenticati per dar ad essi una seconda possibilità. Conserva piume rare, e gradisce passare del buon tempo in solitudine ad osservare gli astri.Adora creare origami, cantare, suonare l'arpa e il flauto di Pan. Sa suonare anche un po' il pianoforte.Ama meditare nella natura e ha una forte connessione con essa; crede fortemente nella reincarnazione, e spesso riesce a percepire delle energie –positive o negative– attorno a lui.Per sopravvivere non ha bisogno di mangiare, tantomeno bere, ma adora alcuni sapori, per esempio la degustazione di tisane, tè verdi, bianchi, infusi leggeri.Durante i suoi viaggi, adora disegnare le mappe personalmente e prendere piccoli appunti sul luogo circostante.